Francesco Napolano e il suo quartetto di Suoni In-Versi

Francesco Napolano è l’ideatore del quartetto Suoni In-Versi, un progetto artistico e teatrale di grande fascino, che unisce diversi stili e influenze musicali provenienti da tutto il mondo, in un legame sorprendentemente saldo con le poesie e i brani strumentali. Il quartetto, che porta in scena il progetto intitolato “Anime Prave” – in onore di Dante Alighieri – propone un repertorio anni ’70, composto dagli chansonnier e poeti “maledetti”, come Leo Ferrè, Jacques Brel, Prevért, Baudelaire, Riccardo Cocciante e Patty Pravo. I membri di questi Suoni In-Versi sono Leonardo Platania (pianista e arrangiatore romano), Svitlana Solodka (violinista ucraina), Yvonne Fisher (compositrice americana) e ovviamente Francesco Napolano.

L’intervista con Francesco Napolano e sul progetto dei Suoni In-Versi

Come nasce il progetto di Suoni In-Versi?

«Questo progetto ce l’avevo in testa da tanto tempo. Con grande ritardo, negli anni ’90, ho scoperto Patty Pravo come artista. Ho ascoltato la sua intera discografia e quando sono andato a sentire un suo concerto dal vivo, sono rimasto affascinato da questi brani di Brel e Ferré, che interpretava, ma anche dei suoi capolavori come “Tutt’al più”. Proprio da questo brano mi si è accesa una lampadina, ho avviato la ricerca e ho trovato tre musicisti straordinari. Abbiamo fatto delle prove con queste canzoni e anche loro si sono innamorati di questo repertorio. In un mese e mezzo abbiamo preparato questo spettacolo e nel 2019 abbiamo debuttato in un locale al Pigneto. È stato un grande e inaspettato successo, poi da lì sono partiti i contatti con i teatri e i locali. Ci hanno richiesto in tanti, anche perché eravamo un qualcosa di nuovo».

Come mai questo nome così particolare?

«Il nome Suoni In-Versi, è nato da una discussione tra noi, dovevamo trovare qualcosa che rendesse bene l’idea. Allora, è venuto fuori questo nome, anche perché è quello che facciamo, prendiamo i suoni e li trasformiamo in versi e viceversa».

Repertorio francese e poeti “maledetti”, come è avvenuta questa scelta?

«Io adoro i poeti maledetti come Baudelaire e Prevert. Inoltre, ascoltando i brani di Brel e Ferré, e leggendo quei testi ho notato un unico filo conduttore, che è l’amore struggente, intenso, perverso e leggermente masochista. Quindi, mettendo insieme la musica, i poeti e anche Patty Pravo, mi sono allacciato subito a Dante e le sue “Anime Prave”. Insomma, l’idea era di uno spettacolo emozionante e ricco di suoni, dove poter unire la musica degli chansonnier con la poesia».

In-Versi – Tutt’al più

La vostra idea è ambiziosa e allo stesso tempo inusuale. Pochi sono stati i progetti simili al vostro, ma come mai questa scelta?

«Un progetto del genere c’è stato una decina di anni fa con Alda Merini, Milva e Giovanni Nuti, e insieme hanno creato uno spettacolo straordinario. Noi non volevamo fare una semplice cover band, ce ne sono tantissime in giro, ma cercavamo un qualcosa di diverso. Siamo rimasti attratti dall’idea di portare uno spettacolo del genere».

Nonostante questa situazione ancora in forte divenire. Avete già pensato alle date per un tour?

«Abbiamo già un paio di eventi a Roma, mentre ad aprile parteciperemo ad un contest musicale. Però stiamo lavorando molto per aumentare le date. Vogliamo portare la nostra idea nei teatri per uno spettacolo sempre in evoluzione, dove speriamo di dare spazio a nuovi brani e a qualche attore che volesse collaborare con noi. Tuttavia, l’idea per noi è quello di creare un qualcosa che vada oltre i confini nazionali. Anche perché la musica è un linguaggio internazionale».

Un quartetto composto da tante culture e tante idee di musica diverse. Come vi siete trovati?

«Questa è la cosa che mi ha scioccato in positivo. Leonardo è stato il primo che ho incontrato e alla quale ho parlato del progetto, lui non conosceva queste canzoni, ma da subito si è appassionato all’idea. Poi si sono aggiunte anche Svitlana e Yvonne, e abbiamo raggiunto la quadra perfetta. La cosa bella, è che la musica ci ha unito da subito. Infatti, già dal primo giorno suonavamo insieme. Io ero un livello più basso rispetto a loro, però mi sono impegnato il doppio per essere all’altezza».

So che state preparando anche un inedito. Cosa puoi già dire del brano?

«Si chiamerà “Demone”. Questo brano è un incentivo anche per i musicisti, un modo per far ascoltare anche la loro musica. Sicuramente in futuro ci saranno anche altri inediti».

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