Amedeo Minghi incanta Montesilvano: un viaggio intimo tra ricordi, successi e nuovi progetti

Un mare di pubblico per il cantautore romano, che dal palco abruzzese si racconta a cuore aperto svelando le genesi dei suoi brani e anticipando un nuovo inedito in sala prove.

È un pubblico delle grandi occasioni quello che ieri sera ha gremito Montesilvano per accogliere Amedeo Minghi. Un concerto che si è rivelato non solo un’impeccabile esibizione musicale, ma un vero e proprio salotto intimo in cui l’artista ha dialogato a cuore aperto con la piazza. Ad accompagnarlo, una band affiatatissima che ha festeggiato sul palco la 540esima esibizione insieme. Proprio ai suoi musicisti il cantautore ha rivolto un ironico plauso per la pazienza, ammettendo come il suo essere “un po’ puntiglioso è quello che ci garantisce il tutto”.

L’estate live di Minghi procede a ritmi serrati, ma la mente dell’artista è in continuo fermento. “Gli artisti hanno un po’ questa sorta di handicap, sono sempre da qualche altra parte,” ha confidato al pubblico, svelando di avere la testa concentrata su un brano nuovo che conta di provare a cantare già a metà di questa settimana.

La scaletta ha saputo bilanciare i classici senza tempo a perle meno appariscenti ma amatissime dal fan club, come Anime sbiadite. Non sono mancati i racconti suggestivi, come il gelido viaggio in Normandia che ha ispirato St. Michel. Spazio anche alle emozioni condivise attraverso il ricordo di figure storiche: al commosso tributo a Jimmy Fontana (ricordato con il suo vero nome, Enrico) sulle note de Il Mondo, si è aggiunto l’omaggio a Peppino Di Capri: “un grandissimo artista che ci ha lasciato“, celebrato intonando la celebre Champagne: “così come immagino sarebbe piaciuto a tutti gli amici“.

Ma è sui grandi trionfi che Minghi ha regalato i retroscena più curiosi. Ha raccontato come L’Immenso, la sua canzone del cuore, debba parte del suo successo internazionale alle discoteche dell’epoca: essendo un brano lento, offriva ai ragazzi l’attesa occasione di stringersi nel “ballo del mattone” di fine serata. E prima di salutare il pubblico con 1950, Quando l’estate verrà, I ricordi del cuore e Vattene amore, Minghi ha riflettuto sulla magia imprevedibile della musica: il successo è figlio di meccanismi astrali, combinazioni per cui, “chissà perché”, all’improvviso una canzone prende il volo. Un volo che ieri sera ha indiscutibilmente rapito tutta Montesilvano.

Articolo a cura di Domenico Carriero