Nella giornata di ieri, la Nazionale italiana di calcio ha presentato ufficialmente il nuovo corso: Roberto Mancini guiderà dalla panchina gli Azzurri, mentre Claudio Ranieri dirigerà tutte le operazioni extra campo. Un doppio colpo fortemente voluto da Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC.
Dopo l’addio di Paolo Maldini e Leonardo e il mancato arrivo di Andrea Pirlo, la Nazionale italiana si è rifatta il look presentando ufficialmente il nuovo corso nella conferenza stampa di ieri. Roberto Mancini, con il capo cosparso di cenere, tornerà sulla panchina tricolore nel ruolo di Commissario Tecnico, mentre Claudio Ranieri sarà il Direttore Tecnico del progetto e il capo di Casa Italia.
Nazionale italiana, parola al Direttore Tecnico Claudio Ranieri
“Non andrò mai da Roberto a dire questo o quest’altro, se lui pensa di avere la necessità di sapere la mia opinione sarò ben felice di dargliela. Io da allenatore non andavo a chiedere al direttore sportivo le sue opinioni, ne parlavo coi miei collaboratori. Ricordo quando Mancini vinse la Premier League andai alla sua ultima partita in casa e fu bellissimo veder vincere un italiano. Ho fatto l’allenatore fino a due anni fa. Se Roberto vorrà avere dei consigli, io sarà felice di darglieli. Starò al mio posto, ho tante altre cose a cui pensare in questo nuovo ruolo. Non l’ho ancora visto perché Giovanni mi ha chiamato lunedì sera, ma ho il dovere di guardare tutto e di prendere quello che c’è di buono. Credo sia stato travisato qualcosa quando Maldini parlava di 10 anni, perché l’obiettivo è lavorare sui ragazzi di 10-12 anni e aiutarli a diventare bravi. La differenza tra noi e gli altri è che noi siamo bravi tatticamente e di squadra, mentre gli altri sono bravi tecnicamente. In passato c’erano meno scuole calcio, ma si giocava nelle parrocchie, per strada e si dribblava. Ora non si dribbla più: bisogna tornare a lasciare esprimere il ragazzo. Poi va inquadrato dopo i 14-15 anni. Mi farò dare, se disponibile, questo programma e non avrò paura a portarlo avanti. Ci sono tanti di questi ragazzi che dovrebbero avere la possibilità di giocare.C’è da lavorare, è difficile parlare di un lasso temporale. Roberto si occuperà del campo, io di quello che succede al di fuori. A giugno mi è stato detto da un addetto ai lavori che i bambini pagano troppo per giocare a calcio: questo non può succedere. Non possiamo permetterci, in questo periodo storico in cui i bambini sono presi da altre distrazioni, di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l’ultimo salto. Dobbiamo capire come possono fare le squadre per permettere ai selezionatori di avere a disposizione più calciatori. All’estero la tattica di squadra non viene esasperata come da noi. Dobbiamo lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale, aspetti che i nostri giovani allenatori non curano più perché devono vincere. È il momento di smetterla. Io non credo che un ragazzino di 10-12 anni quando vada alla scuola tennis vada a giocare subito la partita, gli fanno fare la tecnica di base. Noi lo stesso, dobbiamo ripartire dallo stop, dal controllo, dal cross, dal dribbling. Poi, dopo, verrà la tattica. Questo è quello che voglio fare a livello giovanile. Questo è coronamento della mia carriera“.
Le dichiarazioni del Commissario Tecnico Roberto Mancini
“Volevo evitarvi un po’ di fatica. Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. Io sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l’ora di farlo. Il nostro obiettivo è far ripartire subito la nazionale e vincere, perché nel mondo del calcio è questo che conta. Io spero solo che possano giocare più italiani possibili così da migliorare e renderli grandi giocatori, perché le qualità le hanno. Dipende come si guarda, noi abbiamo vinto un Europeo che ci mancava da quasi 60 anni ed è stato un momento meraviglioso, per quattro anni non abbiamo mai perso e questo è straordinario. Siamo stati sfortunati in due episodi e bastava un rigore tra Basilea e Roma, ma il calcio è questo e può portare a grandi delusioni. Le cose possono anche ripetersi. Chi fa il ct sa che ha dei problemi, ma non ce li ho solo io. Noi siamo riusciti a fare lo stage ma convocammo solo giocatori che giocano oggi nell’under 21. Convocammo 50 ragazzi molto giovani, erano giocatori che non giocavano e ci siamo portati avanti col lavoro. Spero che i nuovi ragazzi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A. Pio Esposito e Kean sono più giovani, Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco. I gironi di Nations League sono tutti formati da grandi nazionali, saranno partite importanti e valuteremo subito la nostra forza e dove dovremo migliorarci. Vedere le altre partite e certe squadre ti dà sempre spunti tattici. Vedremo con i ragazzi da dove ripartiremo, sicuramente la base sarà quella perché così avremo uno spirito offensivo. Essere sempre propositivi e cercare di vincere tutte le partite è la cosa più importante. Affrontare l’Italia non è mai semplice. Quando siamo partiti ricordo il 90/95% dei giornalisti riteneva la nostra squadra la settima o ottava d’Europa. Non abbiamo mai perso in quattro anni e purtroppo la Spagna ci ha appena tolto il record. Io credo che l’Italia se arriva al Mondiale, anche se non da favorita, diventa pericolosa e una delle candidate. Cercheremo di costruire una squadra il prima possibile, l’obiettivo è qualificarci all’Europeo e poi penseremo al Mondiale. La percentuale di stranieri? Mi sembra più o meno la stessa di 4-5 anni fa. È logico che la speranza è che giochino più italiani, magari nelle giovanili possiamo pensare di far giocare i giovani con i ragazzi più grandi. Se poi gli italiani vanno all’estero per noi è importante“.




