La salute come diritto: il cuore della missione di Safe Heart ODV

Portare la cura dove troppo spesso la cura non arriva. È questo il principio che anima Safe Heart ODV, associazione di solidarietà sociale impegnata nella diagnosi e nel trattamento delle patologie cardiovascolari a favore di popolazioni colpite dalla povertà, dai conflitti e dalle profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure. Una realtà nata dall’iniziativa di quattro professionisti e cresciuta negli anni attraverso missioni umanitarie, interventi di cardiochirurgia e percorsi di formazione destinati al personale sanitario locale. Tra i progetti più importanti c’è quello sviluppato in Burkina Faso, dove Safe Heart ODV è impegnata dal 2021, contribuendo alla realizzazione di interventi cardiochirurgici e alla formazione delle équipe del territorio. Un modello di cooperazione che non si limita alla cura del singolo paziente, ma punta a lasciare competenze e strumenti capaci di rendere il sistema sanitario locale sempre più autonomo. A questa esperienza si sono affiancate missioni in Paraguay e attività esplorative in altri Paesi, tra cui il Niger.

È proprio per raccontare questo percorso, condividere i risultati raggiunti e presentare i progetti futuri che martedì 8 settembre, a Milano, Safe Heart ODV organizza un Aperitivo Solidale negli spazi del Museo Bagatti Valsecchi. Una serata che unirà solidarietà e cultura attraverso una visita guidata alla storica casa museo, ma che sarà soprattutto un’occasione per incontrare sostenitori e amici e trasformare la convivialità in un concreto sostegno alle prossime missioni. Il ricavato dell’iniziativa sarà infatti destinato ai progetti umanitari dell’associazione, con particolare attenzione alla cura dei giovani pazienti affetti da patologie delle valvole cardiache e alla formazione del personale sanitario locale.

Abbiamo incontrato Alberto Pilozzi Casado, presidente di Safe Heart ODV, per conoscere più da vicino la storia dell’associazione, il significato delle sue missioni e una convinzione che ne rappresenta il principio fondante: la salute è un diritto e non dovrebbe mai dipendere dal luogo in cui si nasce.

Benvenuti tra le nostre pagine. Inizierei chiedendovi di parlarci di questa realtà: quando nasce e come si sviluppa Safe Heart ODV?

Safe Heart ODV nasce dall’idea di quattro colleghi, appassionati del proprio lavoro e desiderosi di mettere le proprie conoscenze e competenze cliniche a disposizione di coloro che vivono in contesti nei quali l’accesso alle cure non è garantito, spesso per ragioni economiche e politiche. Abbiamo iniziato con il solo aiuto di amici, parenti e pazienti, persone che hanno creduto in noi e che hanno riposto fiducia nel nostro progetto, sostenendoci durante i primi anni e permettendoci di trasformare un’idea in una realtà concreta. Nel corso del tempo, anche grazie alla collaborazione con altre associazioni di volontariato, siamo riusciti a costruire progetti sempre più strutturati. Un momento particolarmente importante per la nostra storia è stato il 2021, quando abbiamo avuto l’opportunità, insieme ad altre realtà, di collaborare all’organizzazione di una missione umanitaria in Burkina Faso, dove sono stati eseguiti i primi interventi di cardiochirurgia del Paese. Da quel momento siamo riusciti a dare continuità a questo progetto, tornando diverse volte all’anno in Burkina Faso. Parallelamente all’attività clinica, abbiamo sostenuto e coadiuvato la formazione dell’équipe locale, perché per noi è fondamentale che una missione non si limiti all’intervento sul singolo paziente, ma contribuisca alla crescita delle competenze locali e alla costruzione di un percorso che possa diventare sempre più autonomo e duraturo. Il Burkina Faso rappresenta oggi il nostro progetto più importante e proficuo, al quale si sono affiancate esperienze in Paraguay e missioni esplorative in altri contesti, con l’obiettivo di comprendere dove e come il nostro intervento possa essere maggiormente utile.

Presso il Museo Bagatti Valsecchi ci sarà l’Aperitivo Solidale con visita guidata alla casa museo. Come nasce questa iniziativa?

Organizzare a settembre un incontro con i nostri sostenitori nasce innanzitutto dall’esigenza, che sentiamo molto forte, di mantenere un legame con le persone che hanno creduto in noi fin dall’inizio e che continuano, anno dopo anno, a riporre la loro fiducia in Safe Heart ODV. È certamente un momento piacevole per incontrarsi e stare insieme, ma per noi rappresenta molto di più. È l’occasione per raccontare quello che abbiamo fatto durante l’anno, condividere i progressi raggiunti e rendere i nostri sostenitori partecipi dei risultati che siamo riusciti a ottenere anche grazie al loro fondamentale e indispensabile aiuto. La scelta del Museo Bagatti Valsecchi aggiunge inoltre alla serata un’importante componente culturale: sarà infatti possibile partecipare a una visita guidata alla casa museo e vivere un momento di incontro in un luogo particolarmente suggestivo.

L’anno scorso, sempre a settembre, ci fu l’Aperitivo Solidale alla Basilica di Sant’Ambrogio. Com’è andata quella iniziativa?

È stata un’esperienza molto positiva e per noi particolarmente significativa. Grazie all’aiuto di alcuni amici e sostenitori siamo riusciti a organizzare l’incontro in uno dei luoghi più iconici della nostra città, il chiostro della Basilica di Sant’Ambrogio. La disponibilità di guide professionistiche ci ha permesso inoltre di arricchire la serata con un momento di scoperta culturale, dando ai partecipanti la possibilità di conoscere un luogo così importante della storia di Milano. È stato bello poter unire due aspetti che ci stanno molto a cuore: da una parte la possibilità di incontrare e ringraziare le persone che ci sostengono, dall’altra la condivisione e la sensibilizzazione. È proprio questo lo spirito che vorremmo mantenere anche quest’anno.

Il ricavato della serata sosterrà le prossime missioni di cardiochirurgia di Safe Heart ODV. Quanto sono importanti queste iniziative solidali?

Sono fondamentali, perché ci permettono di dare continuità ai progetti che abbiamo avviato e di rispondere alle richieste di intervento che arrivano dai Paesi in cui operiamo. Non si tratta soltanto di sostenere economicamente la partenza di una missione. Le risorse raccolte ci permettono di finanziare l’attività clinica, ma anche di sostenere la formazione e la crescita delle équipe locali, che rappresentano una parte fondamentale del nostro lavoro. La possibilità di aumentare la frequenza delle nostre missioni dipende anche dalla disponibilità di queste risorse. Le richieste sono sempre più frequenti e il nostro desiderio è poter rispondere, nei limiti delle nostre possibilità, a un numero crescente di necessità.

Avete un obiettivo di raccolta?

Non abbiamo fissato un obiettivo in termini di cifra. Ogni donazione, indipendentemente dall’importo, sarà riconvertita nel sostegno economico dei progetti in corso e di quelli futuri. Sono proprio queste donazioni a permetterci di programmare e, quando possibile, aumentare la frequenza delle nostre missioni nei Paesi che richiedono sempre più spesso la nostra presenza. Per questo ogni contributo per noi è importante: non esiste una donazione troppo piccola quando contribuisce a rendere possibile un progetto.

Vi occupate di diagnosi e cure delle patologie cardiovascolari verso tutte quelle popolazioni ferite da guerra e povertà. Quanto è importante far sapere alle persone il vostro lavoro e la vostra missione?

Per noi è fondamentale condividere i nostri risultati. Non tanto, ovviamente, con uno scopo autocelebrativo, quanto per sensibilizzare le persone sulle importanti necessità cliniche di tante popolazioni del mondo che spesso rimangono lontane dalla nostra quotidianità. Allo stesso tempo sentiamo la responsabilità di rendere conto di quanto ci viene affidato dai nostri sostenitori e di spiegare come siamo riusciti a trasformare il loro aiuto in attività operative concrete: dalle missioni agli interventi cardiochirurgici, fino al sostegno degli studi e della formazione delle équipe locali. Raccontare quello che facciamo significa quindi da una parte sensibilizzare sulle disuguaglianze nell’accesso alle cure, dall’altra dimostrare concretamente che la solidarietà può trasformarsi in risultati.

Un messaggio da mandare alle persone per farle entrare nella realtà Safe Heart ODV?

Il messaggio più importante è che tutti possono contribuire, in modi diversi, alla nostra attività. Naturalmente il sostegno economico è fondamentale, ma non è l’unico modo per aiutarci. Anche promuovere e diffondere i nostri progetti, parlarne con altre persone, aiutarci a far conoscere la nostra realtà oppure mettere a disposizione particolari competenze professionali può rappresentare un contributo prezioso. Safe Heart è nata anche grazie alla fiducia e alla generosità di amici, parenti e pazienti. È proprio questa rete di persone che negli anni ci ha permesso di crescere. Per questo ci piacerebbe che sempre più persone potessero conoscere la nostra mission, sentirsi in qualche modo parte di essa e scoprire che l’aiuto rivolto agli ultimi non significa dovere, ma gioia

La salute è un diritto fondamentale e non elitario dell’uomo. Questo è il vostro principio, ma purtroppo non è un principio ritenuto fondamentale da tutti. Quanto è importante, al giorno d’oggi, una realtà come la vostra che si occupa anche di quelle popolazioni meno fortunate?

È un principio in cui crediamo profondamente e che è alla base della nascita stessa di Safe Heart ODV. La salute è un diritto e non dovrebbe dipendere dal luogo in cui una persona nasce, dalla sua condizione economica o dalle difficoltà politiche e sociali del Paese in cui vive. Nel nostro ambito questo concetto assume un significato ancora più forte. Ci sono persone che, semplicemente perché vivono in un determinato contesto, non hanno accesso a cure cardiochirurgiche che per noi possono sembrare scontate. Dietro ogni paziente, però, c’è una persona, una famiglia e una storia. Per questo riteniamo importante non soltanto portare le nostre competenze dove mancano, ma anche contribuire alla formazione delle équipe locali. Il nostro obiettivo è cercare di creare le condizioni perché le competenze rimangano sul territorio e possano continuare a crescere anche nel tempo. Crediamo quindi che realtà come la nostra siano importanti non solo per quello che riescono concretamente a fare durante una missione, ma anche perché possono contribuire a rendere visibili disuguaglianze che spesso rimangono lontane dagli occhi di chi vive in contesti più fortunati.

In conclusione, un messaggio ai nostri lettori per invitarli all’Aperitivo Solidale?

Il nostro invito è molto semplice: venite a trascorrere una serata insieme a noi, conoscete Safe Heart ODV e scoprite quello che, grazie al sostegno di tante persone, siamo riusciti a costruire in questi anni. L’Aperitivo Solidale è un momento di convivialità, ma soprattutto un’occasione per incontrare le persone che ci sostengono, raccontare loro i nostri progetti e condividere i risultati raggiunti. Partecipare significa anche contribuire concretamente a dare continuità alle nostre missioni e ai progetti di formazione delle équipe locali. E, come dicevamo, il sostegno può assumere tante forme: una donazione, la diffusione delle nostre attività, il coinvolgimento di altre persone o anche la disponibilità a mettere a disposizione le proprie competenze. Infine, è possibile sostenere Safe Heart ODV anche attraverso la scelta del 5 per mille in occasione della dichiarazione dei redditi. Vi aspettiamo quindi all’Aperitivo Solidale: per noi sarà una serata per incontrarci, ma soprattutto un’occasione per trasformare insieme un momento di convivialità in nuove possibilità di cura.